Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Performance art: la forma espressiva in cui l’artista agisce

Performance art. L’arte del corpo

Performance art. Quando si parla di arti performative in senso lato si allude a un ampio ambito di attività che spaziano dalla danza all’opera, dal teatro al circo, al mimo alla musica. Si fa cioè riferimento a forme espressive in cui l’artista “agisce” e si esprime usando il proprio corpo, il proprio viso, la propria presenza. Le performance si differenziano quindi da tutte quelle forme d’arte in cui l’artista realizza oggetti o compone testi scritti che, anche se possono costituire modelli potenziali di azione, non vengono immediatamente tradotti in comportamenti reali. In ipotetica contrapposizione tra forme artistiche statiche e dinamiche, l’artista che realizza performance si colloca quindi al lato della dinamica e la sua opera è rivolta a una ricezione reattiva e non contemplativa.

Performance art. Le origini

A partire dagli anni settanta è entrato in uso il termine performance art per indicare un ambito più ristretto di pratiche performative adottate da artisti provenienti prevalentemente dal campo delle arti visuali e dediti a forme di ricerca e sperimentazione. Le performance a volte consistono in esibizioni altamente  plateali in cui l’artista instaura un rapporto con il pubblico basato sull’intento  di stupire e attrarre l’attenzione, altre volte invece si presentano come avvenimenti appena percepibili, fraintendimenti comunicativi, reiterazioni di comportamenti, azioni che rendono anomalo il flusso delle interazioni ordinarie. Il termine Performance Art peraltro è diventato nel corso del tempo onnicomprensivo e si è esteso fino a includere le più svariati espressioni artistiche: dalle installazionei interattive nei musei e nelle gallerie alle esibizioni multimediali dei Dj nei club. A tutto ciò aggiunge anche la recente tendenza a ridefinire la collocazione della performance come oggetto di studio, che è divenuta il centro di interesse di un ambito disciplinare più ampio rispetto a quello della Storia dell’arte e che ha portato alla nascita di un nuovo filone di ricerca: i Performance studies.

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