Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Il minimalismo: la riduzione della realtà

Il minimalismo: la riduzione della realtà

Il minimalismo, conosciuto anche come minimal art, è una corrente artistica che ha avuto origine negli anni sessanta. La tendenza di questa corrente prevedeva un cambiamento radicale delle tecniche artistiche usate fino a quel momento. Il minimalismo, infatti, tende all’antiespressività dei disegni, alla freddezza emozionale dell’arte, alla riduzione delle forme geometriche, all’impersonalità dell’arredamento. In altre parole, il minimalismo tende a ridurre la realtà così come noi la percepiamo.

Questo termine venne coniato da Richard Wollheim in un articolo intitolato Minimal Art pubblicato sulla rivista Arts Magazine nel 1965. Secondo il filosofo d’arte inglese la nuova forma di arte che si stava sviluppando negli anni sessanta prendeva spunto dai ready made di Duchamp e dalla riduzione purista della pittura di Reinhardt. I ready made di Duchamp sono oggetti appartenenti alla realtà quotidiana che vengono decontestualizzati dall’ambiente per cui sono fabbricati e vengono usati per mero scopo artistico dall’artista. Il primo ready made realizzato da Duchamp è il Bottle Rack, Lo scolabottiglie, un oggetto risalente al 1914.  Reinhardt invece fondava la sua pittura sul principio “dell’ arte per l’ arte” in base al quale tutto ciò che era concepito come essenziale veniva eliminato.

Il minimalismo di solito si identifica in senso lato come una corrente artistica che riguarda solo la pittura. Non è così. Il minimalismo, infatti, si estende in diversi campi come il design e l’architettura. I materiali minimalisti usati per l’interno delle abitazioni sono del colore stesso del materiale o si riducono a bianco e nero. Di solito gli arredi non lasciano spazio alla mano dell’artista, ma il tutto è ridotto all’essenziale attraverso procedimenti industriali. Anche l’architettura esterna si modifica, tende ad unità primarie con forme tendenzialmente cubiche o rettangolari.

Interessante è sapere che il minimalismo si è insediato nella musica parallellamente a quello delle arti visive. Le melodie sono semplici e brevi, spesso si ripetono in modo ossessivo accompagnate da musica elettronica o musica popolare. Infine, abbiamo il minimalismo letterario che consiste nel risparmio delle parole con descrizioni superficiali. Lo stile minimalista è caratterizzato da un testo privo di avverbi con personaggi privi di profondità.

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