Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Metropolismo anni 80 – epopea della griffe secondo Bonito Oliva

Metropolismo anni 80 – epopea della griffe secondo Bonito Oliva

Il metropolismo anni 80 si differenzia un po’ da quello degli anni ’90 e del 2000. In realtà il modo di fare arte rimane lo stesso, ma i messaggi veicolati attraverso le foto, i video, la pittura, i collages sono diversi perché diversa è la società in cui gli artisti vivono. Gli anni ’80 in Italia sono stati degli anni che hanno visto la nascita e il boom del made in Italy. Di solito quando si pensa al made in Italy l’immaginario comune va agli abiti raffinati e al design sofisticato che ha condizionato milioni di italiani. Ma il made in Italy negli anni ’80 non si limita solo a questo, anzi comprendeva altri settori importanti come la ristorazione e la tecnologia, soprattutto in campo meccanico e robotico. I miglioramenti effettuati in questi campi hanno innalzato l’Italia a grande potenza e hanno comportato un miglioramento nella vita degli italiani. La società italiana che precedentemente era dedita alla famiglia si è trasformata così in una società dei consumi dove era il singolo a prevalere sulla collettività. Le piccole imprese si sono trasformate in grandi imprese, l’economia è esplosa al massimo e il benessere dilagava. L’uomo italiano medio si lasciava alle spalle le problematiche legate alla lotta per la sopravvivenza che aveva precedentemente dovuto affrontare. Durante questo decennio l’uomo vive all’insegna dell’euforia data dalla possibilità di poter possedere tutto quello che si desiderava. Questo ha comportato un cambiamento nei valori della società, per cui anche solo il possesso di un oggetto griffato bastava per far sentire appagata una persona. Gli autori del metropolismo anni 80 danno un quadro completo di quegli anni attraverso le loro rappresentazioni. Loro non rimangono solo spettatori in un’epoca di grandi cambiamenti, ma vi prendono parte in maniera attiva. È in questo periodo che la loro arte si afferma ancora di più. Con le loro opere imprimono per sempre la forza del potere del consumo. Nel metropolismo anni 80 i dipinti, le foto, i collages, etc. mettono in risalto i brand del periodo, i grandi nomi che hanno fatto la storia in modo da scioccare l’osservatore, come le provocanti Madonne con gli orecchini vistosi o con foulard griffati dipinte da Antonio Sciacca o ancora la vestizione delle donne di Loredana Raciti che sembrano essere a metà strada fra sogno e realtà. Il Metropolismo anni 80 vuole essere un modo provocatorio per “far riflettere la gente sul consumismo e sulle griffe come status symbol” come affermano Matteo Pacini e Andrea Grisanti, curatori della mostra di Antonio Sciacca. Lo stesso Bonito Oliva identifica il Metropolismo anni 80 come l’epopea della griffe.

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