Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Installazioni artistiche, un’esperienza surreale per lo spettatore

Installazioni artistiche, arti visive poliedriche

Di tutti i diversi tipi di forme d’arte visiva spiccano nettamente sugli altri le installazioni artistiche che hanno avuto il loro sviluppo a partire dagli anni settanta mantenendo la loro forma attuale. Monumentali, poliedriche, composte, sono in grado di far vivere allo spettatore un’esperienza surreale e multi-sensoriale, facendolo diventare tutt’uno con le componenti artistiche delle quali si forma. Un’installazione artistica infatti è “un’opera d’arte che di solito è costituita da più componenti, spesso in tecnica mista e che è esposta in un grande spazio come specificato dall’artista”. La capacità di essere “specifica”, cioè dedicata a un tempo e uno spazio preciso e il fatto di essere composta da materiali molto spesso diversi tra loro, fanno delle installazioni artistiche opere d’arte originale, fantasiose, inaspettate. Sono imparentate a forme di arte come la scultura e la Land Art.

Una delle caratteristiche principali per definire un’opera d’arte installativa è il fatto che essa abbia come soggetto principale il fruitore. Tutto deve essere costruito per modificare o comunque sollecitare la percezione dello spettatore che diviene parte integrante del lavoro: senza il fruitore, l’opera d’arte installativa non esiste. Altrettanto essenziale è fattore dell’ambiente nel quale l’opera è integrata; si possono concepire anche delle installazioni smontabili per rendere possibile la sistemazione in una sede non precisata. Esiste una differenza tra l’installazione come opera e l’installazione dell’opera, dove la prima espressione indica la tecnica dell’installazione per la produzione di un’opera d’arte nuova, mentre la seconda ci parla solo di come un’opera (pittura, scultura o video) sia sistemata nello spazio.

Installazioni artistiche, la loro nascita

Le origini delle installazioni artistiche possono essere ricercate in opere e considerazioni dell’arte moderna nel senso classico, dunque nei suoi sviluppi durante la prima metà del XX secolo:

  • Si pensi ai lavori dell’artista russo El Lissitzky e del tedesco Kurt Schwitters con il suo Merzbau: si tratta di una casa-studio trasformata con gli stessi materiali usati nelle sue opere. Schwitters aveva tra l’altro sviluppato la tecnica del collage fino al punto di renderla tridimensionale integrando interi oggetti nell’opera e facendone quindi una specie di installazione in miniatura, detta assemblage; egli intendeva riunire le varie forme di espressione artistica in una sola opera d’arte.
  • Un altro precedente fondamentale venne inoltre dal cosiddetto ready-made di Marcel Duchamp, dal quale l’installazione ha preso la sua impronta tendenzialmente concettuale. L’artista lascia nei suoi scritti il progetto per quella che potrebbe essere considerata la prima installazione: Étant donnés o “dati 1 caduta d’acqua, dati 2 gas illuminante” dove al pubblico viene richiesto di sbirciare attraverso i fori di una porta di un fienile per fruire l’opera.

La tendenza, da parte di questi artisti, ad usare materiali deliberatamente poveri o quotidiani si riscontra ripetutamente anche nell’installazione.

Installazioni artistiche al giorno d’oggi

Sviluppatasi nella seconda metà del Novecento (anni sessanta e anni settanta), questa forma di arte si è notevolmente differenziata nel corso dei decenni, e con il termine di installazione si possono oramai indicare opere d’arte assai diverse tra di loro. Questo è dovuto proprio alla natura piuttosto concettuale e astratta dell’opera, la quale non è legata ad una particolare tecnica o materiale, ma piuttosto all’installare un qualcosa in un determinato ambiente, il quale assume determinate caratteristiche. Dato che il video è uno dei media preferiti da diversi anni, questo tipo di espressione è spesso strettamente legato anche alla videoarte e prende in questi casi il nome di video-installazione. Da diversi anni si vanno sempre più diffondendo le installazioni su alberi: gli artisti appendono i loro elaborati ai rami degli alberi ed invitano il pubblico a contribuire all’arricchimento dell’installazione.

Installazioni di prestigio vengono oggi regolarmente esposte alla Biennale di Venezia, alla documenta di Kassel e alla Tate Modern di Londra.

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