Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Espressioni corporee: il nuovo modo di intendere l’arte

Espressioni corporee: il nuovo modo di intendere l’arte

L’ espressioni corporee sono il nuovo modo di intendere l’arte. È capitato a tutti almeno una volta nella vita di osservare un quadro così bello da volerci entrare e far parte del dipinto. Di sentirlo così tanto nostro da voler interagire con i personaggi e vivere quella scena. Questa sensazione è il motore che spinge la nuova arte e dà vita alle espressioni corporee. Uomini e donne, corpi che si muovono all’unisono sprigionando un vortice di emozioni e sensazioni che scuotono lo spettatore mentre, da corpi immobili come statue, diventano lente immagini in movimento. La bellezza delle espressioni corporee sta nel fatto che lo spazio fra lo spettatore e lo spettacolo è annullato. L’attore invita con lo sguardo alla partecipazione diretta dello spettatore che si sente parte integrante della performance. Non si limita a vedere lo spettacolo davanti a sé, ma ne diventa lui stesso protagonista. Spesso queste espressioni corporee prendono vita davanti a un quadro, ne riproducono l’immagine iniziale e statica, per poi iniziare a muoversi e ricreare il movimento, piccolo e quasi impercettibile, che serve a riprodurre l’emozione suscitata dal dipinto, a renderla reale, vissuta. In realtà, spesso accade anche il contrario. Cioè dire, è la danza, è il movimento che si vuole ricreare, è la sensazione che si vuole far suscitare nello spettatore che dà origine prima alle espressioni corporee e poi alla rappresentazione su tela del concetto. Il movimento esiste nel momento in cui si danza, la pittura imprime le sensazioni in modo statico e duraturo nel tempo affinché possano essere trasmesse anche con il passare del tempo. Pittura ed espressioni corporee, che per anni sono state considerate due forme di arte diverse, si uniscono, si intrecciano fra loro per ricreare emozioni ed espressioni dell’animo umano che con le parole sarebbe impossibile esprimere.

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