Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Body art: forme artistiche ed estremismi

Body art: forme artistiche ed estremismi

La body art è un’arte che si è diffusa negli anni sessanta sia negli Stati Uniti che in Europa. Questa arte si chiama body poiché il mezzo espressivo che dà voce a questo genere di arte è il corpo umano. Comprende forme artistiche fatte sul corpo, forme artistiche fatte con il corpo e infine opere consistenti nel corpo stesso. Tra le forme artistiche fatte sul corpo si possono elencare i percing, i tatuaggi, il branding, che consiste nell’ustione di una parte del corpo con uno stampo, tecnica usata nel passato per marchiare gli schiavi o i prigionieri o gli eretici, e ancora elenchiamo la scarificazione, cioè l’incisione della pelle con lo scopo di produrre delle cicatrici, pratica usata dalle tribù africane per segnare il passaggio dall’infanzia all’età adulta dei membri che vi partecipavano, e infine il body painting, cioè la colorazione temporanea del corpo. A questi esempi di body art si affiancano altri generi di body art che vedono come protagonista il corpo. Questi artisti non usano decorazioni sul corpo, ma usano il corpo stesso per creare arte. Spesso prediligono un corpo nudo in movimento che si esprima al suon di musica. Con questo genere di body art si vuole raggiungere l’annullamento del corpo per onorare una nuova invenzione. C’è anche chi pratica un tipo di body art estremista, come i rappresentanti dell’azionismo viennese, un movimento creatosi nella prima metà degli anni sessanta che vede l’uso del corpo in pratiche sadomasochiste e autolesionistiche. Lo scopo è quello di dissacrare la religiosità delle funzioni del  corpo e delle pratiche del corpo. I pittori dell’azionismo viennese sono passati dall’uso dei colori sulla tavola e sulla tela all’uso del proprio corpo, alla fuoriuscita del sangue o di altri fluidi corporei. È un’arte ramificata che non tutti apprezzano o amano, e, come la maggior parte delle arti nate tra gli anni sessanta e settanta, si vuole mettere in risalto il disprezzo per la società che ci circonda e con la quale dobbiamo fare i conti tutti i giorni.

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