Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.

Arte moderna: Transavanguardia

Arte moderna: Transavanguardia

Arte moderna: la Transavanguardia, nome coniato da A. Bonito Oliva, è una tendenza che si diffonde in Italia dagli anni ’70. Bonito Oliva, afferma che la Transavanguardia “considera il linguaggio come uno strumento di transizione, di passaggio da un’opera all’altra, da uno stile all’altro“. Nata come una sorta di reazione alla sperimentazione spinta all’eccesso, specialmente nell’ambito del Concettuale, che caratterizzava il periodo,  l’arte moderna della Transavanguardia costituisce un ritorno alla pittura (vengono in alcuni casi rivalutati gli strumenti tradizionali come i pennelli,  la tela ed colori ad olio) e al repertorio di immagini figurative, pur non proponendosi di descrivere la realtà.

L’autore si esprime così senza riferimenti a precisi linguaggi convenzionali. Nel 1980 determinante per la nascita della Transavanguardia fu la partecipazione alla Biennale di Venezia di un gruppo di artisti, E. Cucchi, S. Chia, M. Paladino, F.Clemente e N. De Maria che ne costituiscono gli esponenti italiani. Si tratta di artisti che mostrano di staccarsi anche dalla precedente tendenza del “realismo sociale” attraverso la proposta di opere che si caratterizzano per una forte soggettività  e voglia di proporre, nuovamente, la voce dell’inconscio. Il recupero del passato dell’arte, certamente evocato nelle opere della Transavanguardia, ha sollevato dibattiti che hanno condotto alcuni critici a considerare il movimento come una sorta di ”Citazionismo”.  Per questa tendenza alla rimeditazione dei linguaggi della storia dell’arte, e per questa capacità di mescolare diversi stili e modalità, l’arte moderna della Transavanguardia è stata inoltre recentemente accostata al Postmoderno. In riferimento al citato “Realismo sociale” è opportuno richiamare la figura di Renato Guttuso (1912-1987), la cui arte si sviluppò in sintonia con le poetiche del linguaggio neorealista, che in quel periodo veniva proposto in campo cinematografico, che propone dipinti  in cui traspare il suo impegno sociale. Alcuni suoi celebri quadri sono caratterizzati espressivamente da un appiattimento della prospettiva e da forme sfaccettate. Il dipinto dal titolo “La Vucciria” sintetizza in maniera esemplare il suo stile.

Transavanguardia - Sandro Chia

Transavanguardia – Sandro Chia

Uno degli esponenti più interessanti del gruppo, è Sandro Chia. L’artista, essendo giunto al linguaggio della transavanguardia da strade diverse,  elabora un proprio stile personalissimo fatto di colori accesi e accostati in modo violento, reso attraverso una pennellata veloce e carica di espressività. Nelle sue opere si ravvisa una rimeditazione di alcuni  dipinti di Chagall o appartenenti alla metafisica di De Chirico, tuttavia queste latenti memorie riemergono solo attraverso la forza del suo personale linguaggio che rilegge le avanguardie, accendendone però  i toni in modo assolutamente prorompente.

Altro protagonista, Mimmo Paladino, riflette nel suo lavoro le sue origini. Recupera la mitologia del Sud, la componente onirica e immaginaria, le tradizioni popolari. Il suo linguaggio  si nutre di memorie: nel suo segno possiamo ritrovare  Picasso, o anche Klee, in una fusione di stili che riecheggia nei suoi dipinti murali come un suono ora dimenticato, ora sognato.

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