Loredana Raciti nasce a Khartoum in Sudan da madre di origini montenegrine e da padre italiano. Dopo gli studi artistici a Roma e l’Accademia di Moda e Costume lavora come stilista. Entra nel mondo dell’arte con il movimento Metropolismo. Attratta dalla Emotion Painting il percorso lavorativo si evolve in una direzione poliedrica. La sua ricerca è sempre mobile, non convenzionale. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. Un Nomadismo aperto a culture lungo l’asse Oriente-Occidente, sedimento di potenzialità espressive. L’indagine del suo lavoro multiforme è direzionata ad un pensiero monotematico. Il suo tratto informale e concettuale, astratto e simbolico, spesso onirico surrealista, accede a molteplici interazioni creative. Non a caso le sue opere riflettono una raffinata ironia che conduce ad un sottinteso dialogare tra il sogno e la realtà, interrogandosi sui misteri della condizione umana sempre scissa tra spirito e materia. Questa visione di uno stato di Transavance, sfaccettato da tanti frammenti del suo sentire e vivere l'arte, è come un richiamo primario per i colori dell'anima delle creature viventi che interagiscono con la loro evoluzione spirituale e fisica.
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Arte Giapponese Superflat. Nuovo movimento pop

Arte Giapponese Superflat. Manga, anime, cultura pop

Il termine Superflat viene utilizzato per la prima volta dall’artista Takashi Murakami. Nel 2001 cura una mostra collettiva nella quale presenta il suo manifesto artistico del Superflat. Murakami crea una sua concezione estetica ed artistica che affonda le sue radici nel Giappone moderno e che vuole segnare una netta separazione dall’arte occidentale e dalle sue influenze. L’estetica Superflat si rifà alla cultura Otaku, una subcultura giapponese degli anni 80′ che esaltava la passione per i manga e gli anime giapponesi. La subcultura Otaku ebbe un’accezione fortemente negativa fino agli anni 90′. Poi Murakami ne riconobbe la forza culturale e di fenomeno sociale e la riprese per creare il suo stile artistico conosciuto in tutto il mondo. Il Superflat attinge difatti a questo mondo colorato, infantile, erotico e popolare degli anni 80′. Murakami viene considerato un pò l’Andy Warhol giapponese. Ha riportato in auge la cultura pop legata ai mass media. A differenza di Andy Warhol però la sua arte elimina il confine tra l’arte alta, rivolta ai musei e ai ricchi collezionisti e l’arte bassa, quella prodotta in serie e destinata ad un consumo di massa. Le opere di Murakami, infatti, possono trovarsi nel museo con sculture di valore e con prezzi non abbordabili per chiunque ma anche in oggetti destinati al consumo di tutti, per esempio i portachiavi, pupazzetti, t-shirt e altra oggettistica.

Arte Giapponese Superflat, superpiatto come i supporti tecnologici

La sua concezione artistica non utilizza la prospettiva nè la profondità. E’ pensata per essere realizzata su dispositivi tecnologici piatti, come i notebook. E’ un modo di fare arte altamente computerizzato e digitalizzato: crea i sui disegni manualmente su un notebook, poi li scannerizza con un computer; utilizza Adobe Illustrator e li unisce con immagini presenti nel suo database. Dopodiché li ripassa su tela e li ridipinge. Un Superflat supermoderno, quindi. La sua arte è ormai apprezzata in tutto il mondo. Ricordiamo una collaborazione con il marchio Louis Vuitton. Murakami creò un logo stilizzato secondo i suoi canoni per delle borse Vuitton che divennero un cult. Questo artista fuori dai canoni offre numerosi spunti per ripensare l’arte in chiave moderna.

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